Con il portafoglio di BullsandBears.it si apre la strada verso il milione di Dollari. A Novembre la performance si attesta a un eccellente + 19,3%

Il portafoglio di Bullsandbears.it, la strada verso il milione di Dollari

Da oggi parte una nuova rubrica, “il portafoglio di Bullsandbears.it, la strada verso il milione di Dollari”.

Se cercate formule magiche per diventare ricchi questa rubrica NON fa per voi. Noi di Bullsandbears.it, siamo convinti che una strategia di investimento fondata su solide analisi e orientata al lungo periodo possa garantire ritorni superiori alla media. Preparazione, costanza, pazienza (e un po’ di fortuna) possono far ottenere agli investitori le soddisfazioni economiche che meritano (e che da soli – probabilmente – faticherebbero a ottenere).

Perché abbiamo scelto questo nome per il nostro portafoglio? Nell’immaginario di molti un milione di Dollari rappresenta un traguardo simbolico verso il benessere economico e la serenità finanziaria e perché no, la realizzazione di sogni e progetti coltivati da tempo.

La strategia di investimento

  • Investiremo in azioni quotate sui mercati USA. Preferiamo delimitare a priori il campo di gioco, concentrando le energie sui mercati (NYSE e Nasdaq) che per dimensioni e accessibilità, liquidità e trasparenza, rappresentano l’ideale per chi investe. Di conseguenza il benchmark con cui ci confronteremo sarà il Russell 3000 (^RUA)
  • Inizieremo con un capitale “virtuale” di 150.000 Dollari con l’obiettivo di moltiplicarlo 7 volte e trasformarlo in 1 milione di Dollari in 15 anni. Questo equivale ad un rendimento annuo composto di circa il 13,5%. Considerando che il rendimento medio delle azioni negli ultimi 89 anni è stato in media pari al 9,5%, e che Warren Buffett, l’investitore con il track record migliore sul lungo periodo, ha ottenuto negli ultimi 52 anni un rendimento medio annuo composto attorno al 19%, vi assicuriamo che l’obiettivo è davvero sfidante e il rendimento… Eccellente!
  • Non ci sono limiti agli importi investiti e/o alla liquidità detenuta in portafoglio. A seconda delle situazioni potremmo decidere di investire tutto il capitale o mantenerne liquida una parte più o meno rilevante per cogliere opportunità successive
  • Investiremo in società che presentino un ragionevole sconto rispetto al loro fair value o che reputiamo dispongano di un vantaggio competitivo significativo o che si trovino in special situations (spiegandovi sinteticamente le nostre valutazioni)
  • Sarà possibile vendere alcune azioni allo scoperto, senza intenti speculativi ma per trarre profitto da situazioni temporanee in cui alcune azioni ci appaiono estremamente sopravvalutate rispetto al loro fair value

Ulteriori indicazioni

Nella nostra “sfida” non considereremo i costi di commissione e di imposte sul capital gain; lo faremo per poterci correttamente confrontare con il benchmark, pur consapevoli che nel mondo reale sia i costi di intermediazione sia le imposte hanno un impatto negativo sulla performance finale (indipendente dall’investitore e dalle sue scelte).

Ogni volta che eseguiremo un’operazione virtuale, indicheremo con un messaggio sul blog tutti i relativi dettagli (nome e ticker del titolo, quantità acquistata/venduta, prezzo).

Una volta al mese, nella newsletter e sul blog sarà disponibile un riepilogo delle operazioni eseguite e una situazione aggiornata del portafoglio con la performance mensile, YTD (cumulata nell’anno) e cumulata dall’inizio della “sfida”, con il confronto rispetto al benchmark.

A questo punto, non ci resta che invitarvi a seguirci in questo viaggio e a condividere con noi i vostri commenti e le vostre esperienze di investitori!

Gli acquisti di Agosto 2017

Di seguito la lista delle operazioni concluse in Agosto e le sintetiche motivazioni alla base della selezione delle azioni inserite in portafoglio (tra parentesi il prezzo di carico nel portafoglio BullsandBears.it):

Portafoglio Long

  • Revlon (REV) – (16,45 $) – Special Situation

Revlon è la società quotata compresa nel portafoglio Bullsandbears.it che punta al milione di Dollari

Revlon Inc. (REV) è un brand storico della cosmesi noto a livello internazionale, che attualmente affronta un periodo difficile a causa del calo delle vendite USA (pari al 30% del totale), a fronte di vendite internazionali forti e che dovrebbero beneficiare dell’indebolimento del dollaro USA. Nel 2016 ha acquistato e sta integrando l’altrettanto noto marchio Elizabeth Arden (ben posizionato sui mercati asiatici emergenti) e reinvestirà parte delle sinergie di costo attese in spese per il marketing, progressivamente indirizzate sui social media e fondamentali per spingere le vendite nel settore.

REV sta inoltre affrontando la frammentazione del mercato di riferimento, le cui basse barriere all’ingresso hanno permesso a marchi caratterizzati esclusivamente dall’aspetto novità (il brand di Kandall Jenner su tutti, che si è ritagliato 300 milioni di dollari di giro d’affari in poco tempo) di affermarsi.

Reputiamo però che questa possa rivelarsi una moda passeggera e che l’esperienza, la solidità dei brand Revlon ed Elizabeth Arden e il nuovo CEO, Fabian Garcia, con un passato da COO a Colgate Palmolive con delega alla Global Innovation and Growth, possano riportare nel medio periodo il titolo su quotazioni che rispecchino un più equo valore dell’azienda.

La valutazione risulta infatti a sconto anche se confrontata a uno dei principali competitor del settore, Coty, che evidenzia multipli ampiamente superiori a quelli di REV.

Special situation

Il titolo è interessante anche in riferimento al principale azionista, Ron Perelman, che ha una storia di acquisizioni di quote di minoranza delle aziende di cui è socio di maggioranza lanciate a prezzi nettamente inferiori al valore reale delle società interessate. Ciò è possibile attraverso il meccanismo dello squeeze out, applicabile quando l’azionista di maggioranza detiene più del 90% delle azioni: nel caso di REV, Perelman ha recentemente aumentato la propria quota dal 77,5% all’81,9% circa. Potrebbe pertanto approssimarsi un’offerta di acquisto, che comunque avverrebbe a valori superiori alle attuali quotazioni.

L’azione non distribuisce dividendi.

Disclosure: uno degli autori di BullsandBears.it ha acquistato azioni REV anche a titolo personale

  • General Motors Company (GM) – (35,82 $)

General Motors (GM) è la società quotata compresa nel portafoglio Bullsandbears.it che punta al milione di Dollari

Più posti di lavoro e stipendi più alti (grazie alla ripresa economica a stelle e strisce) dovrebbero sostenere e spingere la richiesta di beni durevoli di consumo. Le automobili sono il bene durevole per eccellenza.

Negli ultimi anni General Motors (GM) ha semplificato le proprie operations per concentrarsi sulle competenze fondamentali. All’inizio di quest’anno, ha venduto Opel al gruppo automobilistico francese Peugeot PSA. Una volta completata, tale vendita rilascerà circa 2 miliardi di dollari in capitale investito che GM potrà redistribuire riacquistando le proprie azioni o reinvestire in maniera tattica.

La cessione fa parte di una strategia più ampia, come ha affermato il CEO Mary Barra: “Siamo qui per vincere. Non vinceremo operando in tutti i settori per tutte le tipologie di clienti. Non è la strategia giusta”. Questa strategia punta ad aumentare i margini operativi tra il 9 e il 10% rispetto al 7,5% dello scorso anno e a soddisfare l’obiettivo della società di restituire più di 7 miliardi di dollari agli azionisti nel corso del 2017.

A nostro avviso il mercato sta punendo GM eccessivamente: il titolo è calato dell’1% dopo aver annunciato di aver superato le stime sugli utili del Q1 del 15%. Questo perchè il sentiment sul settore auto è debole, con GM che continua a quotare a multipli compressi (P/E pari a circa 6, uno dei più bassi dell’intero S&P 500).

Eppure GM sembra capitalizzata per sopravvivere a (quasi) qualsiasi recessione: ha infatti 20 miliardi di dollari di cash e oltre 10 miliardi di dollari di linee di credito revolving non utilizzate, oltre a generare flussi di cassa operativi annui per oltre 16 miliardi di dollari nel solo 2016. Forse il mercato preferisce quei titoli del settore auto che anziché gasolio e benzina bruciano… cassa!

L’azione distribuisce un dividendo pari al 4% circa, sulla base dell’attuale quotazione.

  • Luxoft Holding (LXFT) – (49,25 $)

Luxoft Holding è la società quotata compresa nel portafoglio Bullsandbears.it che punta al milione di Dollari

Luxoft (LXFT) opera nel segmento dello sviluppo di software high-end, segmento all’interno del quale rappresenta uno dei principali player. LXFT si caratterizza per un business model che fa della qualità del servizio e della differenziazione i propri punti di forza: la proposta di soluzioni IT avanzate e customizzate per lo sviluppo di progetti software per una specifica area di business del cliente da un lato e la volontà di non competere in aree quali il Business Process Outsourcing e i Servizi per le Infrastrutture – già presidiati da colossi quali Cognizant e Infosys e Wipro dal’altro.

L’esecuzione sul campo del business è affidata agli ingegneri che la società recluta prevalentemente nell’Europa dell’Est, ottenendo un importante vantaggio di costo rispetto ai concorrenti (LXFT ha il più elevato rapporto ricavi per singolo dipendente del segmento in cui opera, l’85% circa dei suoi ingegneri hanno almeno 5 anni di anzianità e hanno un profilo accademico superiore rispetto ai principali concorrenti – oltre l’80% del personale ha master o titoli equivalenti).

I punti deboli sono attualmente rappresentati dalla concentrazione nei segmenti serviti (i servizi finanziari) e nei clienti serviti (con Deutsche Bank – cliente da 14 anni – quale primo cliente e UBS secondo – cliente da 11 anni). La società, che opera su scala mondiale ed esprime la preponderanza di costi e ricavi in dollari, sta progressivamente riequilibrando il peso sia dei servizi finanziari (dal 68,6% al 61,6% nell’ultimo anno) che dei principali clienti, estendendo la propria attività in nuovi ambiti quali l’automotive, le telecomunicazioni e l’healthcare, contemporaneamente “limitando” il peso dei ricavi dei primi 5 clienti (dal 71,9% al 54,6% negli ultimi due anni), grazie all’espansione dei volumi con i clienti di taglia inferiore già in portafoglio e ai nuovi clienti acquisiti (+52 nell’ultimo anno per un totale di 271).

I risultati dell’ultimo trimestre recentemente pubblicati evidenziano una crescita dei ricavi del 18,5% che sale al 56% se non si considerano i primi due clienti. Il rallentamento della crescita dei ricavi (rispetto a quanto atteso dagli analisti) rivenienti dal principale segmento in cui opera e dai principali clienti, ha fatto sì che il titolo sia calato in una seduta del 25%.

Reputiamo pertanto che, visto il contesto generale e le positive specificità di LXFT, la società rappresenti un’interessante opportunità di investimento.

Disclosure: uno degli autori di BullsandBears.it ha acquistato azioni LXFT anche a titolo personale

  • Spirit Airlines (SAVE) – (34,05 $)

Spirit Airlines è la società quotata compresa nel portafoglio Bullsandbears.it che punta al milione di Dollari

Spirit (SAVE) ha circa 96 aeromobili che operano su circa 500 rotte verso 60 destinazioni negli USA, in America Latina e ai Caraibi. Si tratta di un vettore ULTRA low cost, categoria cui appartengono Allegiant e Frontier negli USA e Ryanair e Easyjet in Europa (mentre Virgin America – recentemente acquistata da Alaska Air, JetBlue e la più nota Southwest sono compagnie low cost).

Spirit ha triplicato i ricavi tra 2009 e 2016 e nello stesso periodo ha quadruplicato il reddito operativo. In aggiunta, Spirit dichiara di servire poco più di un terzo del proprio mercato potenziale (e infatti prevede di incrementare la propria flotta di 125 aeromobili al 2026 e programma di volare su 125 nuove tratte, ampliandole progressivamente).

Quante società quotate ci sono che evidenziano una crescita dei ricavi > 20%, margini operativi di almeno il 18% nell’ultimo triennio, con un indebitamento finanziario netto pressoché nullo e con un P/E pari a circa 10?

L’azione inoltre tratta in prossimità dei minimi storici a due anni, su timori di una guerra sui prezzi tra i vettori aerei, sullo sciopero del personale per il rinnovo contrattuale che la compagnia ha subito nel secondo trimestre (con conseguenti aerei a terra e perdite in conto economico) e sui recenti limitati danni provocati dall’uragano che ha colpito pochi giorni fa il Texas (con alcuni voli annullati o rimandati). Reputiamo che queste motivazioni siano legate a un sentiment temporaneamente negativo (vi abbiamo spiegato in un altro articolo il trend di lungo periodo del trasporto aereo) ovvero a eventi di natura one-off.

L’azione non distribuisce dividendi.

Disclosure: uno degli autori di BullsandBears.it ha acquistato azioni SAVE anche a titolo personale

  • International Game Technology (IGT) – (20,37 $)

International Game Technology (IGT) è la società quotata compresa nel portafoglio Bullsandbears.it che punta al milione di Dollari

Società leader mondiale nelle lotterie e numero 2 delle slot machines, il titolo ha subito un crollo dopo che i risultati del Q1 si sono rivelati leggermente peggiori delle previsioni e si è parzialmente ripreso dopo che i risultati del Q2 sono stati leggermente meglio delle attese.

Oltre alla leadership mondiale, International Game Technology (IGT) dispone di importanti barriere all’ingresso, margini elevati e flussi di cassa prevedibili: quest’ultima peculiarità è dovuta a una vita media residua di 8,5 anni che caratterizza i primi 20 contratti relativi al Nord America. Curiosità, la società è l’ex Lottomatica, e avrà in gestione il Lotto in Italia per altri 9 anni.

Un interessante dividendo, pari a circa il 4% (alle attuali quotazioni), un mercato che solo negli USA cuba per 70 miliardi di dollari (per le sole lotterie) e una valutazione inferiore a quella del concorrente Scientific Games Corporation (più piccolo, con un business più volatile e una posizione competitiva non paragonabile), fanno propendere per un potenziale upside del titolo nel medio periodo.

  • Synchrony Financial (SYF) – (30,66 $)

Synchrony Financial è la società quotata compresa nel portafoglio Bullsandbears.it che punta al milione di Dollari

E’ il principale emittente di carte di credito private label degli Stati Uniti, oggetto di spinoff da parte di General Electric tre anni fa.

Synchrony Financial (SYF) ha partnership con i retailers leader negli USA (Lowe’s, Wal-Mart e Amazon) che così offrono ai propri clienti prodotti creditizi utili a finanziare l’acquisto di beni e servizi. Queste partnership ci sembrano caratterizzate da un positivo sottostante, consistente nel fatto che i partner beneficiano dall’aumento delle vendite e da una più forte lealtà dei consumatori, i clienti finali apprezzano di poter accedere a forme di credito e promozionali e SYF ottiene margini elevati e un solido ritorno sul capitale.

In qualità di leader del proprio segmento, SYF è ben posizionata per sfruttare al meglio il positivo trend delle carte di credito private label. Le spese effettuate con queste carte stanno crescendo tra le 2 e le 3 volte più rapidamente rispetto alle vendite complessive del settore retail nel suo complesso, rappresentando solo il 3% delle spese totali effettuate tramite carte di credito negli USA.

SYF è il player più grande in un settore con elevate barriere all’ingresso, incluse le economie di scala, una forte integrazione con i commercianti partner e contratti a lungo termine.

Dopo gli ottimi risultati ottenuti sotto la gestione General Electric, e nonostante i consueti e ciclicamente ricorrenti timori di contrazione del credito al consumo e di aumento della delinquency (elementi che sembrano poter avere un impatto solo nel breve periodo), reputiamo il titolo un’interessante occasione di investimento anche per la valutazione attrattiva evidenziata.

Nota: recentemente Warren Buffett ha acquistato 500 milioni di dollari di azioni SYF.

La società distribuisce un dividendo – recentemente aumentato di circa il 15% – prossimo al 2% (alle attuali quotazioni) e ha deliberato un buyback fino a 1,64 miliardi di dollari.

Disclosure: uno degli autori di BullsandBears.it ha acquistato azioni SYF anche a titolo personale

  • Macy’s (M) – (20,76 $)

Macy's è la società quotata compresa nel portafoglio Bullsandbears.it che punta al milione di Dollari

Dopo anni di acquisizioni, Macy’s (M) è oggi uno dei più grandi magazzini statunitensi. Ha unito un conglomerato di marchi regionali sotto i marchi di Macy’s e Bloomingdale, realizzando significative economie di scala con conseguente riduzione di costi. Nonostante il commercio al dettaglio stia vivendo una trasformazione profonda e dirompente che richiederà profonde ristrutturazioni per le aziende coinvolte, siamo convinti che Macy’s possa far parte del gruppo dei survivors di lungo periodo.

Macy ha un potere contrattuale significativo con i fornitori, data la sua grande presenza e presenza nazionale. Inoltre dispone di una gamma di prodotti e marchi che garantiscono una differenziazione nei confronti di altre catene di grandi magazzini e garantiscono un potenziale “pricing power”.

Infine, il consistente patrimonio immobiliare e la sua gestione “strategica” in termini di dismissioni, potrebbe rappresentare un catalizzatore di breve medio periodo in grado di spingere al rialzo il prezzo del titolo.

L’azione distribuisce un dividendo pari al 7,2% circa, sulla base dell’attuale quotazione.

Portafoglio Short

  • Tesla (TSLA) – (355,90 $)

Tesla è la società quotata compresa nel portafoglio Bullsandbears.it che punta al milione di Dollari

Per la valutazione di Tesla (TSLA) è sufficiente cliccare qui, oppure qui. Restiamo della stessa idea!

Disclosure: uno degli autori di BullsandBears.it ha venduto azioni allo scoperto TSLA anche a titolo personale

Performance Portafoglio Bullsandbears.it al 3/9/2017 e confronto con il benchmark

DISCLOSURE: questo articolo NON è, NE’ rappresenta, una sollecitazione a investire in una o più delle azioni citate. Non rappresenta pertanto alcuna offerta, invito a offrire o messaggio promozionale, in qualsiasi forma rivolti al pubblico, finalizzati alla vendita o sottoscrizione di prodotti finanziari (secondo l’articolo 1 del Testo Unico sull’Intermediazione Finanziaria).

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