La trimestrale di Tesla: il buono, il brutto e il “cattivo”

Ancora una volta, come oramai succede da diversi trimestri a questa parte, Tesla ha presentato una trimestrale con risultati negativi in termini di utili (-4,09 $ ad azione) e free cash flow.

Analizziamo in questo post gli elementi che ci sono piaciuti (pochi), quelli che non ci hanno entusiasmato (molti di più) con alcune note di colore sulle risposte irritate di Elon Musk agli analisti finanziari che lo incalzavano su alcuni elementi del business della società.

Il buono

Abbiamo spesso “attaccato” Tesla nei nostri post, questa volta partiamo dalle note positive.

  • La trimestrale appena presentata ha evidenziato una crescita del Business Energy di Tesla, con i ricavi cresciuti del 38% rispetto allo scorso trimestre e del 92% rispetto a 12 mesi fa. È di qualche settimana fa la notizia che Tesla ha vinto un grosso contratto in Australia nel Q1 2018, e i risultati del Q1 dovrebbero essere in parte la conseguenza di questo contratto.

Fonte: Internet

  • Inoltre, almeno per questo quarter, Tesla sembra essere stata in grado di mantenere sotto controllo le spese operative, che sono aumentate solo del 2%.
  • Infine durante la earning call è emerso un aggiornamento positivo sulla vicenda del richiamo delle 125.000 unità di Model S per il problema di corrosione allo sterzo. Tesla ha dichiarato che la quasi totalità dei costi sarà coperta dai fornitori responsabili della fornitura dei componenti difettosi.

Fonte: wall street journal

Il brutto

La lista degli elementi negativi purtroppo è molto più lunga di quelli positivi.

  • In primis il ramp up del Model 3, che ancora una volta non ha rispettato le previsioni dei mesi scorsi. Le unità prodotte nel Q1 sono state 9.766 e il target previsto di 5.000 unità/settimana è stato nuovamente rimandato ad un non ben definito momento del Q2.

Fonte: Internet

  • Inoltre anche le vendite del Model S e del Model X son in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, il che ci pare un segnale del fatto che il picco di vendite per questi 2 modelli è oramai alle spalle.

Fonte: http://ir.tesla.com – Elaborazione Bullsandbears.it

  • Anche i margini sono in netto calo con il Gross Margin che si attesta al 17,8% contro il 32,8% del Q1 2017. Nonostante le dichiarazioni ottimistiche di Musk sui margini, ci sembra naturale che dopo l’ingresso in un segmento più basso di mercato i margini di Tesla risultino in netta diminuzione. Per essere chiari, non crediamo affatto che Tesla possa, nel lungo periodo, raggiungere un Gross Margin del 25% sul Model 3.
  • Un altro punto di attenzione riguarda la generazione di cassa. Nel trimestre appena concluso Tesla ha avuto un Free Cash flow negativo di oltre 1 miliardo di dollari, frutto di un cash flow operativo negativo per 400 milioni e investimenti di poco superiori ai 650 milioni di dollari. Con il ramp up del model 3 ancora da completare i prossimi trimestri rischiano di essere ancora negativi e per Tesla potrebbe avvicinarsi davvero il momento dell’ennesimo aumento di capitale.
  • Il che porta ad un altro punto negativo che emerge dalla trimestrale appena presentata: la diluizione degli attuali azionisti. Anche nel quarter appena concluso Tesla ha incrementato il numero di azioni in circolazione di circa 2 Milioni per avere un aumento di capitale di circa 600 milioni (considerando un prezzo medio per azione di 300 dollari). In questo momento la diluizione non rappresenta un problema per gli azionisti, in fondo ciò che viene diluito in questo momento sono solo le perdite. Ma nel momento in cui Tesla dovesse generare utili, allora la continua diluizione diventerebbe un problema serio per gli azionisti.

Fonte: Internet

  • La spesa per interessi è in continuo aumento. Nell’ultimo quarter ha raggiunto i 150 milioni di dollari, praticamente pari a 1/3 del Gross Profit. Ci riserviamo di leggere in dettaglio i documenti depositati alla SEC (a proposito, solitamente le aziende lo fanno prima o contestualmente alla earning calls, Tesla invece no) per capire anche come il debito è strutturato, tuttavia in caso di aumento dei tassi di interesse la spesa per interessi potrebbe aumentare ulteriormente erodendo sensibilmente gli utili e i flussi di cassa a disposizione per gli azionisti.

Il “Cattivo”

Con questo termine ci riferiamo, ovviamente in senso ironico, a Musk; il guru di Tesla è apparso meno brillante rispetto alle ultime conference call e in particolare piuttosto irritato di fronte ad alcune domande degli analisti su specifici aspetti del business di Tesla.

In particolare ci riferiamo al momento in cui Elon ha dribblato alcune domande defindendole noiose e “dry” e ha preferito dare la parola ad un blogger su Youtube più interessato a temi tecnologici che non finanziari.

Fonte: Internet

Scelta piuttosto discutibile, dal momento che gli analisti presenti alla call sono coloro a cui Musk dovrà presumibilmente rivolgersi tra qualche tempo per l’ennesimo aumento di capitale.

Il titolo infatti, il giorno successivo, ha perso oltre il 5% in Borsa.

Inoltre Musk è stato protagonista di alcune dichiarazioni come al solito sfavillanti, di cui seguiremo le evoluzioni nei prossimi mesi.

Su tutte la dichiarazione per cui Tesla raggiungerà l’utile operativo e un cash flow positivo in un non meglio precisato momento del secondo semestre del 2018.

Siamo piuttosto scettici su questa affermazione, considerando le caratteristiche del business model di Tesla che abbiamo descritto in questo e altri post.

Non ci resta che attendere ma per il momento confermiamo il nostro giudizio negativo sul titolo.

Alla prossima!

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