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I Guru degli investimenti: consigli finali – 2

Concludiamo la serie di post sui Guru degli investimenti con la seconda e ultima puntata sui consigli finali, un “distillato” dei suggerimenti dei migliori investitori.

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Con il portafoglio di BullsandBears.it si apre la strada verso il milione di Dollari. A Novembre la performance si attesta a un eccellente + 19,3%

+ 9,3% – AGGIORNAMENTO MENSILE DEL PORTAFOGLIO BULLSANDBEARS.IT – MAGGIO 2018

Nel mese di Maggio 2018 il portafoglio di BullsandBears.it (la strada verso il milione di dollari) chiude con una performance positiva di circa il 1% nonostante alcuni risultati negativi da parte di un paio di titoli in portafoglio; la performance cumulata dal suo avvio è del +9,3%, con un rendimento cumulato che per la prima volta dalla partenza è inferiore rispetto al benchmark di riferimento, posizionatosi nello stesso periodo a +10,9%.

Come già ripetuto più volte, le variazioni di breve periodo ci interessano poco e anche se 2 dei titoli in portafoglio in questo momento stanno offrendo ritorni inferiori ale previsioni, non cambiano le nostre valutazioni sulle prospettive di lungo periodo.

Di seguito il dettaglio dei rendimenti delle singole azioni che compongono il portafoglio e un breve commento su ciascuna.

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I Guru degli investimenti: consigli finali

Come abbiamo visto nei post precedenti, ci sono alcuni investitori che possono essere definiti a pieno titolo “Guru dell’investimento”.

Tuttavia, le caratteristiche di fondo di quelli che abbiamo citato (e di molti altri che hanno avuto successo), sono sempre simili.

Questi personaggi non hanno paura di sfidare le credenze convenzionali sugli investimenti.

Ognuno cerca società solide con forti vantaggi competitivi e cerca di investire in queste società per un lungo periodo di tempo.

E, naturalmente, presta molta attenzione al prezzo pagato per ciascun investimento.

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La trimestrale di Tesla: il buono, il brutto e il “cattivo”

Ancora una volta, come oramai succede da diversi trimestri a questa parte, Tesla ha presentato una trimestrale con risultati negativi in termini di utili (-4,09 $ ad azione) e free cash flow.

Analizziamo in questo post gli elementi che ci sono piaciuti (pochi), quelli che non ci hanno entusiasmato (molti di più) con alcune note di colore sulle risposte irritate di Elon Musk agli analisti finanziari che lo incalzavano su alcuni elementi del business della società.

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Netflix: la trimestrale ai raggi X

Abbiamo già scritto del “fenomeno” Netflix (NFLX) in diversi altri nostri post, e di come riteniamo che il titolo sia attualmente sopravvalutato.

Qualche giorno fa, l’azienda di Reed Hastings ha presentato i risultati del Q1 2018 che sono stati accolti dalla comunità finanziaria con grande entusiasmo tanto che il giorno successivo il titolo ha guadagnato circa il 10%.

In questo post analizzeremo i numeri della trimestrale e alcune dichiarazioni della “earning call”, che in ogni caso non modificano la visione di lungo periodo che abbiamo della società e del suo business.

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I Guru degli investimenti: Peter Lynch

Peter Lynch è uno dei più grandi gestori di denaro e investitori più famosi di tutti i tempi.

Ha ottenuto un successo straordinario come portfolio manager di Fidelity Magellan (FMAGX), il fondo comune che ha gestito dal 1977 al 1990.

Quando Lynch è diventato direttore di Magellan nel 1977, il fondo aveva 20 milioni di dollari di assets.

L’impressionante track record di Lynch a Magellan attirò gli investitori a un ritmo così rapido tanto che nel 1983 il patrimonio del fondo superò 1 miliardo di dollari.

Durante i 13 anni in cui Lynch ha gestito il fondo, Magellan ha sovraperformato il rendimento annuo dell’indice azionario S&P 500 per 11 anni.

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I Guru degli investimenti: Philip Fisher

Phil Fisher è stato uno dei più grandi investitori di tutti i tempi e l’autore del classico libro Common Stocks and Uncommon Profits.

Fisher fondò la sua società di gestione patrimoniale, Fisher & Co., nel 1931 e nei successivi sette decenni garantì enormi rendimenti ai suoi clienti.

Ad esempio, è stato uno dei primi investitori nel gigante dei semiconduttori Texas Instruments (TXN), la cui capitalizzazione di mercato oggi sfiora i 100 miliardi di dollari.

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Netflix: valutazione del business model tra utili contabili e flussi di cassa

Abbiamo già parlato di Netflix (NFLX) in alcuni dei nostri post precedenti, commentandone la storia, il business model e la performance in Borsa.

Dopo la presentazione dei risultati del Q4 2017, l’azione ha avuto l’ennesima impennata con le quotazioni che hanno superato i 300 $ ad azione grazie ad un rialzo superiore al 40% in appena 2 mesi.

Davvero il prezzo attuale riflette il valore intrinseco? Cosa può aspettarsi chi ha recentemente acquistato l’azione a questi prezzi?

Discutiamo in questo post delle prospettive attuali e future di Netflix mettendo in relazione il business model e la sua valutazione in Borsa.

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The Tesla Game: la trimestrale ai raggi X

Vi abbiamo raccontato non più tardi di 90 giorni fa gli aggiornamenti di quella, che oramai da qualche mese, è la società più discussa a Wall Street: Tesla.

Che la si ami o la si odi, difficilmente si possono trovare in rete giudizi equilibrati sulla creatura di Elon Musk.

Ci eravamo lasciati nell’ultimo post con alcuni interrogativi sul futuro dell’azienda californiana, legato al ramp up della produzione del model 3 e più in generale delle prospettive sul percorso di Tesla per diventare un player nel segmento mass market dell’automotive.

A qualche settimana di distanza, è appena uscita la nuova trimestrale e Bullsandbears vuole analizzare l’evoluzione della situazione.

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VALUTAZIONE TITOLI: MCKESSON

Ci occupiamo in questo post di un player del mondo farmaceutico a nostro avviso molto interessante e sottovalutato: McKesson (MCK.N)

La spesa farmaceutica è destinata a crescere in modo sostanziale nel corso dei prossimi anni, come conseguenza di trend demografici di lungo periodo e McKesson, ci pare ben posizionata per cogliere le opportunità del mercato nonostante un modello di business che presenta margini ridotti e che potrebbe quindi soffrire di pressione competitiva sui prezzi.

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