Anche il robot può avere un cuore tenero e un gusto... piacevole

I robot che lavorano anche dopo essere stati mangiati? Non è fantascienza!

Alcuni ricercatori svizzeri hanno creato robot sviluppati a partire da un composto gelatinico, che possono essere mangiati dagli esseri umani e svolgere compiti rilevanti anche una volta all’interno del corpo.

BullsandBears.it prende spunto da un curioso quanto interessante articolo del sito CBInsights.com e torna sulle potenzialità dei robot, in un ottica di business development.

Questo non sembra il caso in cui i robot si mettono in concorrenza con l’uomo, bensì l’opposto.

Tutto nasce dallo studio di cinque ricercatori dell’Ecole polytechnique fédérale de Lausanne, che hanno sviluppato un attuatore pneumatico completamente edibile (i più sapienti trovano qui l’intero studio).

Il video di come funziona – prima di essere ingerita – la parte gelatinosa del robot

Fonte: IEEE Spectrum.

I robot commestibili rappresentano un campo della robotica tanto sconosciuto (ai più) quanto fiorente. Costruendo robot leggeri, piccoli e commestibili, gli scienziati possono esplorare una moltitudine di nuovi utilizzi per le applicazioni robotiche all’interno del corpo.

Le possibilità variano dall’uso dei robot come vero e proprio alimento (in casi estremi), allo studio dei modelli migratori delle specie animali in pericolo, all’impiego come dispositivi medici che possono aiutare a guarire eventuali lesioni interne.

Gli scienziati attivi nel campo della robotica “soft” hanno già sviluppato materiali flessibili in grado di estendersi, contrarsi o piegarsi in risposta a semplici input. Questi materiali possono rendere i robot più vivi e aiutarli a muoversi e lavorare in modo indipendente e con movenze meno “robotiche”.

Come funziona un muscolo artificiale e come viene costruito grazie al 3D printing

Fonte: Columbia Engineering

I progressi su questo fronte hanno già implementato soft robot capaci di aggrapparsi a supporti o sollevare oggetti fragili. Come si evince dall’immagine successiva, anche l’attuatore pneumatico di cui parliamo in questo articolo dispone di tali capacità.

La robotica continua a svilupparsi e a migliorarsi: siamo ormai giunti ai robot edibili che operano anche una volta all'interno del corpo

Fonte: Studio Soft Pneumatic Gelatin Actuator for Edible Robotics della Cornell University

Non paghi, gli scienziati hanno già creato transistor, batterie, elettrodi, condensatori e sensori edibili.

Ciò significa che i robot commestibili potranno anche stoccare e trasmettere energia.

Sì ma… cosa sono e come sono realizzati gli attuatori? Con che materiale?

Un attuatore è un dispositivo capace di controllare un dato meccanismo.

Gli attuatori convenzionali sono composti di materiali come il silicone e sono capaci anche di condurre elettricità. Per capirci, parliamo di elementi che attualmente trovano applicazione in quasi tutti i settori industriali.

I ricercatori hanno scoperto che la gelatina è sia commestibile che conduttiva se combinata con glicerolo (altrimenti noto come glicerina), un alcol commestibile. L’aggiunta di glicerolo rende la gelatina più simile alla gomma, donandole plasticità, e crea una miscela capace di piegarsi, essere mangiata e condurre elettricità.

Gli attuatori sono stati creati versando la miscela di gelatina, glicerina e acqua in uno stampo, lasciato ad asciugarsi a temperatura ambiente.

A questo punto gli attuatori sono stati tagliati – utilizzando il laser – conferendo loro la forma di dita lunghe tra 3 e 5 centimetri.

Bonus: non sempre i robots (non commestibili) si comportano… adeguatamente

Nel video sottostante emerge quanto capitato in Russia nel 2016, quando un robot è scappato da un laboratorio di ricerca e ha causato un piccolo ingorgo. I responsabili della società proprietaria del robot hanno spiegato che stavano insegnando al robot a riconoscere l’ambiente che ha intorno e a muoversi autonomamente.

Fonte: BullsandBears.it ammette le proprie lacune sulla lingua russa; non riusciamo pertanto a indicarvi la fonte!

Gli scienziati svizzeri hanno affermato che i robot commestibili un giorno potrebbero:

  • Eseguire tutti i compiti per “la guarigione delle parti interne del corpo umano
  • Servire come fonte di energia elettrica per i “robot non commestibili” o per gli esseri umani, ad esempio potrebbero fungere da batteria regolabile per i dispositivi medici
  • Servire come fonte di cibo in scenari di salvataggio ad esempio a “sopravvissuti posizionati in alta montagna”
  • Servire come fonte di cibo per sé stessi, rendendosi autofagi in caso di necessità
  • essere utilizzati come preda per monitorare i comportamenti degli animali o “aiutare la presevarzione” delle specie in via di estinzione

La varietà dei casi d’uso di questi robot dimostra quanto sia preziosa la caratteristica di “ingeribilità” per promuovere le innovazioni nel campo della soft robotics.

Vi è venuto appetito?

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *