AMAZON – WHOLE FOODS: QUALE PEER E’ PIU’ VULNERABILE AL DEAL?

Visto il successo delle due precedenti puntate (qui la prima, qui la seconda) sul deal Amazon (AMZN) – Whole Foods (WFM), ve ne proponiamo oggi una terza focalizzata sui competitor del gigante di Seattle che probabilmente saranno più colpiti dall’operazione.

Bonus: per l’hedge fund che gestisce 13 miliardi di Dollari la mossa è “un puro colpo di genio“, mentre per il CEO di LinkedIn…

Tweet di Jeff Weiner su Amazon Whole Foods

Fonte: Twitter

Amazon ha annunciato in Giugno l’intenzione di acquistare la catena di alimentari di alta gamma Whole Foods per 13,7 miliardi di Dollari, con una mossa in parte sorprendente, vista la storica “timidezza” della società di Bezos nell’affrontare operazioni di M&A.

Whole Foods è la più grande acquisizione di Amazon

Fonte: Dealogic e Financial Times

L’acquisto di Whole Foods non solo dà ad Amazon la possibilità di entrare dalla porta principale nell’immenso mercato dei generi alimentari, ma le permette anche di mettere un piede in alcune delle più ricche aree urbane. Da parte sua, la società di Seattle potrà rilanciare i suoi sforzi tecnologici in Amazon Fresh (nel pickup dei prodotti alimentari) e Amazon Go (nella tecnologia che rende superflui i cassieri e le casse), oltre al più trasversale Amazon Prime.

La quota di mercato delle prime 10 catene di supermercati negli USA

Le 10 più grandi catene di supermercati USA

Fonte: Euromonitor International via USA Today

Bonus: per un’azienda in grado di vendere tanto una matita quanto… un vasetto di uranio (vi consigliamo di leggere anche le recensioni del prodotto), nessuna sfida appare impossibile!

Nel frattempo Amazon ha messo a punto la vision relativa alla proposta di kit a marchio proprio che contengono preparazioni da assemblare e cuocere, sulla base di cibi scelti dal cliente tra quelli offerti. Oltre a mettere alla prova questa idea attraverso AmazonFresh (i 17 kit disponibili sono stati per il momento venduti in quantità limitate e in aree selezionate degli USA, a un prezzo tra gli 8 e i 10 Dollari), è stato ulteriormente rafforzato lo sforzo nello sviluppo del prodotto, presentando la richiesta di registrazione del marchio e definendo il prodotto come “un kit di cibi preparati… pronti per la cottura e l’assemblaggio, per gustarsi un vero e proprio pasto”. La mission? “Noi facciamo la preparazione. Tu sei lo chef”.

Tacos al pastore per tutti?

Amazon meal kits

Fonte: Amazon

Nel recente passato Amazon ha già commercializzato simili kit per aziende quali il colosso della carne Tyson Foods (TSN), ma i recenti sforzi per sviluppare un proprio marchio mettono nel mirino le società che vendono meal kits e più in generale tutti i fornitori di cibo.

Bonus: Amazon si era già mossa prima di annunciare l’acquisizione di Whole Foods, per aumentare le forniture di carne biologica

Tornando al titolo dell’articolo, notiamo che essere “Amazon-ed” (il neologismo è al vaglio del vocabolario Collins per diventare un vocabolo ufficiale) è ad oggi sinonimo di disruption, poiché l’entrata della società di Bezos nel mercato del grocery influenzerà sia i grocers quotati che le startup private del food. A maggior ragione se osservate il seguente grafico, relativo alla quota internet come percentuale delle vendite totali del 2016 nei differenti settori merceologici in quattro mercati geografici chiave:

Fonte: Euromonitor

Dov’è il settore grocery? Non c’è, anche perchè le vendite online 2016 del “fresco” ammontano a un risibile 0,5% (relativamente ai soli USA), che dovrebbe aumentare nel 2017 in un range tra l’1 e il 3% (a seconda delle fonti interpellate; dato sempre riferito ai soli Stati Uniti).

Ecco le aziende che hanno più probabilità di essere colpite:

1) Wal-Mart (WMT)

Amazon è stata originariamente concepito mutuando da Wal-Mart l’idea sottostante il motto “Everyday Low Prices”. Amazon ha iniziato a muovere i primi passi nello sviluppo della supply chain sottraendo a Wal-Mart molti dipendenti “della prima ora”. Da allora, nessuno ha gareggiato testa a testa con Amazon quanto il più grande retailer americano. Wal-Mart è un top player del segmento alimentare, ma è la logistica il campo in cui l’acquisizione di Whole Foods può causare i danni maggiori al colosso di Bentonville. Whole Foods darà accesso ad alcuni dei mercati consumer più desiderabili (quello degli abitanti delle aree urbane e suburbane giovani e ricchi), lasciando Wal-Mart ulteriormente isolata e legata ai consumatori a basso reddito residenti al di fuori delle grandi aree metropolitane.

2) Costco (COST)

Il modello di abbonamento annuale di Costco potrebbe subire l’onda d’urto disruptive con l’introduzione del servizio Prime in tutti i negozi di alimentari Whole Foods, che immediatamente acquisirebbero una fetta significativa del mercato degli alimentari degli Stati Uniti. Stesso discorso qualora a tutto ciò si dovesse aggiungere il servizio di pick-up direttamente dall’auto di Amazon Fresh.

3) Kroger (KR)

La società con sede in Ohio è la terza più grande catena di supermercati al mondo per ricavi. Le ipertrofiche dimensioni e l’ampia gamma di prodotti private label hanno messo il retailer nel mirino di Amazon. Recentemente, Amazon ha iniziato la sua personale incursione in vari segmenti private label, in particolare con Amazon Basic e nell’abbigliamento. Anche Whole Foods ha una forte attività nel private label con il suo marchio 365.

4) Blue Apron (APRN)

La società che consegna kit di prodotti alimentari da assemblare e cucinare si è da poco quotata al NYSE a 10 Dollari per azione (dai 15-17 inizialmente previsti dalle banche d’affari) e ora viaggia a 6,74 Dollari, scontando le notizie precedentemente riportate in questo articolo. In particolare, il solo annuncio del lancio di Amazon Meal Kit ha fatto crollare le quotazioni dell’11% circa.
Rappresentando di gran lunga il più piccolo tra i competitor quotati e dovendo affrontare la formidabile rete di fornitori di Whole Foods (grazie alla quale si collega agli agricoltori su scala nazionale) nonché la sua reputazione come rivenditore biologico, Blue Apron inizia a essere sotto pressione, anche considerando l’enfasi che mette sul proprio network di agricoltori sostenibili.

Come hanno reagito le quotazioni dei quattro big alla notizia dell’acquisto di Whole Foods?

Quotazioni dei retailer USA quotati all'annuncio dell'acquisto di Whole Foods

Fonte: elaborazione BullsandBears.it su dati Yahoo finance

5) Il gruppo di startup (ed ex startup) non quotate attivo nel food delivery (Instacart, Fresh direct, Hello Fresh, Munchery, Shipt e Plated)

Tutte queste realtà affrontano la sfida da una posizione di debolezza, in termini di dimensioni societarie, di forza finanziaria, di modello di business (nessuna di esse può più affermare di essere unica), di diversificazione/sviluppo geografico e di vantaggio competitivo (inesistente, tutti i business model sono facilmente replicabili), in un contesto aspramente concorrenziale. Il loro futuro sembra passare per il reperimento di fondi (numerose di queste realtà puntano all’IPO o a ulteriori round di VC funding), che possano permettere loro gli investimenti necessari a raggiungere una sufficiente massa critica, oppure tramite operazioni di M&A che potrebbero vederle nel ruolo di prede. E’ intuitivo pensare che alcuni di quei grocer citati in precedenza, caratterizzati da estese catene di negozi fisici ma anche da una limitata presenza online, possano valutare di acquisire alcune di queste realtà, per dotarsi di un’adeguata dimensione online e provare così a contrastare più efficacemente Bezos e soci.

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