Analisi tecnica: istruzioni per l’uso

Inizia oggi un viaggio in più puntate che vi permetterà di conoscere i più importanti elementi di analisi tecnica, una modalità di valutazione basata sull’analisi dei grafici dei prezzi dei titoli azionari che annovera tanti detrattori quanti fautori. Con chi si schiera BullsandBears.it?

L’analisi tecnica va sicuramente conosciuta ma andrebbe utilizzata… a piccole dosi (se la vostra ottica di investimento è quella di medio-lungo termine, da noi preferita, l’analisi fondamentale è la prima da sviluppare, utilizzando l’analisi tecnica come supporto e complemento).

Ecco come qualcuno vede l’analisi tecnica…

Fonte: Dilbert, ©Scott Adams

Analisi Tecnica

L’Analisi Tecnica non considera il mercato come un meccanismo perfettamente razionale ed efficiente, ma ritiene che sia fortemente influenzato da fattori emotivi. Per un analista tecnico non è quindi importante capire il perchè di un certo movimento di mercato, e neppure se sia razionale o meno: in tale ottica nessuno può dire che un prezzo sia troppo alto o troppo basso, perché il prezzo può rimanere su livelli poco razionali anche per un periodo lungo di tempo – lungo a sufficienza da provocare grosse perdite a chi si fosse illuso di essere il solo a conoscere il prezzo reale. L’unico obiettivo è cercare di essere dalla parte giusta nel momento giusto per minimizzare le perdite e massimizzare gli utili. L’analisi tecnica consente di individuare dei livelli di entrata e di uscita dal mercato attraenti sotto il profilo del “risk-reward” (rischio-beneficio), fornendo anche il corretto timing per operare.

Ecco come appare un grafico caratterizzato da elementi di analisi tecnica

Fonte: Internet

Spesso gli analisti tecnici sono in conflitto con quelli fondamentali.

Tuttavia i due approcci possono essere usati in modo complementare.

Mentre l’analista fondamentale individua azioni o attività finanziarie che dovrebbero essere profittevoli nel lungo periodo, l’analista tecnico può fornire delle indicazioni sul momento più corretto per entrare sul mercato, nonché un obiettivo di prezzo per chiudere la posizione, auspicabilmente con un “take profit” (ovvero in utile) ma talvolta con uno “stop loss” (ovvero in perdita). Per l’operatività infra-giornaliera (scalping) e infra-settimanale o mensile, sembra preferibile utilizzare solamente l’analisi tecnica perché movimenti di mercato così brevi e veloci non sono determinati da fattori fondamentali.

I tre pilastri dell’Analisi Tecnica

I presupposti dell’analisi tecnica sono tre:

– i prezzi “scontano” tutto

– il mercato si muove in “trend

– la storia si ripete

Il presupposto di fondo è che i prezzi risultanti dall’interazione tra domanda e offerta riflettano tutte le informazioni disponibili sul mercato, anche quelle in possesso soltanto di un ristretto gruppo di persone. Per questo motivo, l’analista tecnico “puro” evita di considerare i dati fondamentali, non perché li ritenga poco importanti ma semplicemente perché, se importanti, saranno già riflessi nei prezzi. Il mercato non si muove in modo del tutto casuale o erratico ma segue delle tendenze, dei “trend”. Un trend si presuppone intatto finché non da dei chiari segnali di esaurimento o di inversione. L’obiettivo dell’analista tecnico è individuare il trend in essere per assumere posizioni nella direzione del trend stesso, senza avere la pretesa di acquistare ai minimi o di vendere ai massimi, ma accontentandosi di “cavalcare” almeno una parte della tendenza in atto.

La storia tende a ripersi perché gli “attori” sono sempre gli stessi, ossia esseri umani che vogliono guadagnare, hanno paura di perdere, muovendosi tra l’entusiasmo e la paura. Perciò il passato può dare delle utili indicazioni anche per l’avvenire. Analizzando i grafici di serie storiche si possono individuare dei “patterns”, ovvero delle figure che tendono a risolversi con maggior probabilità in una direzione precisa, aiutando quindi l’analista tecnico a formulare delle previsioni statisticamente fondate. L’obiettivo non è di “indovinare” sempre la direzione, ma di fornire delle indicazioni operative per gestire con un metodo razionale e disciplinato anche le situazioni di mercato più difficili.

Nella prossima puntata, vedremo come si costruisce un grafico e i differenti tipi di grafico.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *