Elon Musk vuole distruggere (almeno) 8 industries. Tra queste, le telecomunicazioni, con SpaceX

I settori che Elon Musk vuole scardinare: #1 Energy

BullsandBears non è mai stato tenero con Tesla e con il suo fondatore. Allo stesso tempo bisogna riconoscere al vulcanico imprenditore di Pretoria una non comune capacità di anticipare i tempi.

Abbiamo così deciso di partire dal settore Energy per analizzare le 8 industries che – a vario titolo e con modalità molto differenti tra loro – Elon Musk vuole dominare, rivoluzionandone i modelli di business ovvero anticipando (a volte di decenni) le tendenze future.

Naturalmente, che ci riesca è un aspetto della vicenda di cui riparleremo… più avanti!

# 1: ENERGY

Energy ovvero il prossimo settore che Musk dominerà?

Una delle priorità di Musk per oltre un decennio è stata quella di eliminare la dipendenza dai combustibili fossili, attingendo all’energia prodotta dal “gigante reattore di fusione in cielo“, ovvero il sole.

Solar City, il primo tentativo del sudafricano di diffondere l’energia solare a livello worldwide, si trovava “in testa al gruppo” all’inizio degli anni 2000, in piena corsa all'”oro solare”.

Diciotto anni dopo, possiamo dire che per certi versi si è trattato di un fallimento, pur risultando una case story interessante per capire come Musk avesse pianificato di affrontare lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Solar City infatti è cresciuta tanto da diventare il più grande fornitore residenziale di energia solare degli USA, soffrendo successivamente di problemi finanziari che hanno costretto Tesla (TSLA) a una controversa acquisizione della consociata, per 2 miliardi di dollari.

Bonus: uno degli advisor ha sbagliato la valutazione di Solar City… di 400 milioni di dollari!

Perché il solare?

Le tegole per i tetti solari di Tesla sono degne di nota per il loro design, ma non sono le prime – né uniche – piastrelle solari sul mercato. Colossi industriali come Dow e BP (BP) iniziarono a venderle insieme ai tipici pannelli solari già 15 anni fa, prima di uscire dal mercato a causa dei costi elevati e della bassa domanda, e oggi sono in vendita almeno tre prodotti competitivi. Mentre i pannelli solari tradizionali sono costantemente calati di prezzo, le piastrelle sono rimaste relativamente costose e non generano tanta energia. Si stima che le piastrelle di questo tipo convertano circa il 16% della luce solare che ricevono in energia, rispetto al 18% dei pannelli tradizionali. Le piastrelle per i tetti solari di Tesla saranno disponibili in terracotta (sopra) nel 2018.

In origine, nel 2004, Elon Musk suggerì il concept per la società che sarebbe diventata Solar City ai suoi cugini Peter e Lyndon Rive.

La considerazione di partenza era semplice (e già sentita): nel settore Energy il tempo dei combustibili fossili stava scadendo, facendo emergere la necessità di combustibili o fonti energetiche sostitutive.

“Se partite adesso” disse Musk a Lyndon nel 2004, “potrete dominare il mercato (del solare)”.

Nel 2004 c’erano infatti numerose evidenze che le energie fossili fossero vulnerabili.

Con il carbone e il nucleare che avevano raggiunto le vette produttive negli anni ’90 e con buona parte dei relativi impianti produttivi e reattori degli USA prossimi al “fine vita”, l’occasione per il solare di affermarsi sembrava più che ghiotta.

Età e capacità produttiva delle centrali elettriche per tipologia di combustibile/fonte energetica utilizzato, fine 2012

Fonte: dipartimento dell’energia USA

Allo stesso tempo, a partire dal 2004, il solare rappresentava un’alternativa abbastanza attraente. I prezzi dell’energia prodotta da impianti solari erano in calo da decenni, durante i quali erano passati da 76,67 dollari per watt del 1977 ai pochi dollari per watt del 2004.

L’effetto Swanson evidenzia che il prezzo della produzione di celle fotovoltaiche per ottenere energia solare tende a diminuire di circa il 20% ogni volta che il volume dei pannelli solari prodotti raddoppia. Fonte: Bloomberg e New Energy Finance

Anche il prezzo dell’installazione sul tetto dei pannelli solari è diminuito e ha continuato a diminuire negli anni successivi.

Gli alti e bassi del titolo azionario SolarCity

Per il 2013, SolarCity rappresentava il leader del settore Energy nell’installazione di sistemi solari in unità residenziali di tutti gli Stati Uniti.

L’innovazione chiave, però, non riguardava aspetti tecnologici, bensì era di natura… contabile.

Quando SolarCity si presentò sul mercato, il costo di installazione di un tetto solare rientrava nella forchetta 30-50.000 dollari, da pagarsi upfront.

La strategia di SolarCity si basò sulla formula del “leasing solare”, ovvero l’installazione gratuita a fronte di un rimborso rateale nel tempo dei relativi costi. Dal 2014 questa formula di acquisto e pagamento contraddistingueva il 72% dei nuovi impianti solari.

Il picco delle azioni Solar City fu proprio raggiunto nel Febbraio 2014.

SolarCity: pioniere dell' Energy finito male

Fonte: Bloomberg

I tassi di annullamento dei contratti SolarCity raggiunsero presto il 45%, prevalentemente a causa delle tecniche di vendita aggressive: sembra infatti che i venditori della società – assunti settimanalmente a centinaia e gratificati con incentivi sul numero di prenotazioni di installazioni ottenute – promettessero risparmi decisamente superiori a quelli reali.

I ricavi, a questo punto, non crescevano di pari passo alle prenotazioni né rispetto al nuovo personale assunto.

Dopo aver annunciato un trimestre particolarmente negativo a Febbraio 2016, la capitalizzazione scese di circa un terzo.

Il takeover di SolarCity da parte di Tesla

In seguito al salvagente lanciato a SolarCity, Tesla ne ha riorganizzato le attività all’interno della propria divisione Solar Roof, per consentire la fornitura di energia solare end-to-end, anziché le sole batterie domestiche Powerwall, già presenti nel portafoglio prodotti.

Bonus: il dietro le quinte dell’acquisizione di SolarCity

Se consideriamo l’esempio seguente, sviluppato da Consumer Report, notiamo come i clienti Solar Roof possano risparmiare 41.800 dollari nel corso di trent’anni.

Energy i risparmi derivanti dall'installazione di un tetto solare

In aggiunta, questo dato non comprende eventuali crediti d’imposta statali o locali (spesso presenti negli USA) e altri tipi di sussidio o incentivo, né il potenziale incremento di valore di un’abitazione in cui è installato un tetto solare.

In molti casi, il Solar Roof permette ai clienti di risparmiare denaro nel corso del tempo, ripagando l’investimento iniziale e anche oltre.

Il quesito chiave

Se le persone possono installare sistemi che li rendono autosufficienti in termini energetici, qual è l’utilità delle utilities del settore Energy?

La domanda ha ancor più fondamento se si considera che, durante un incontro della National Governors Association avvenuto nel 2017, Elon Musk ha annunciato che – grazie alla tecnologia solare della controllata SolarCity e alla tecnologia delle batterie di Tesla Powerwall -, un’area di 100 miglia quadrate (probabilmente in Nevada o in Texas) potrà sviluppare sufficiente potenza per fornire energia agli interi Stati Uniti.

I primi pre-ordini di Solar Roofs sono avvenuti a Maggio 2017. Subito sold out “fino al 2018 inoltrato”, Tesla ha annunciato che avrebbe iniziato le installazioni a partire dall’estate. Ed è stato effettivamente così, se non fosse che le prime sono avvenute sui tetti di dipendenti Tesla.

Il solar roof potrebbe rivoluzionare il settore Energy rendendo inutili le utilities

Fonte: Tesla

Come già per le auto elettriche Tesla, l’altro lato della medaglia è rappresentato dai numerosi ritardi della produzione di Solar Roofs sperimentati dalla Gigafactory 2 di Buffalo, in seguito ai quali Musk ha stretto un accordo con Panasonic per coprire lo shortfall.

Le prime installazioni a clienti non dipendenti di Tesla dovrebbero avvenire a partire dall’inizio del secondo trimestre 2018, ben oltre le iniziali previsioni.

Nella prossima puntata ritorneremo sulla preferita di Musk, Tesla, sviscerandone l’approccio al settore #2 AUTOMOTIVE e ripercorrendo alcuni dei passi più significativi in termini di sviluppo del progetto di mobilità elettrica.

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