Qual è il migliore investimento: l’S&P 500, l’oro o una borsa Birkin di Hermès?

Se siete alla ricerca di un investimento a lungo termine, potreste non considerare il mercato azionario, evitare l’oro… e acquistare una nuova borsa. Non una borsa qualsiasi, naturalmente, ma una borsa Birkin di Hermes (RMS), forse la borsa più esclusiva del mondo.

Come già riportato da ilpost.it, secondo Baghunter, sito online per l’acquisto e la vendita di borse di fascia alta, il rendimento medio annuo della borsa Birkin ha superato sia l’indice S&P 500 (GSPC) che il prezzo dell’oro nel corso degli ultimi 35 anni. Considerando l’inflazione, l’indice S&P ha reso una media dell’8,7% all’anno, l’oro un -1,5%, mentre il valore di una Birkin in ottime condizioni è cresciuto del 14,2%.

Andamento dell’indice S&P 500 dal 31/12/1981 al 31/12/2016

Fonte: Yahoo finance

Il valore della borsa ha anche mostrato una minore volatilità rispetto al mercato azionario. Le cifre presuppongono che l’investitore abbia acquistato la borsa o le azioni mantenendole in portafoglio (o, nel caso della borsa, nell’armadio) per tutto il periodo, senza cercare di massimizzare i profitti con un’attività continua di compravendita a seconda di come si fossero mossi i mercati. Nel periodo in esame, l’S&P ha ottenuto un rendimento annuo massimo pari al 37,2% nel 1995, toccando un minimo di -36,6% nel 2008. L’investimento in una Birkin, d’altra parte, ha oscillato tra un massimo del 25% e un minimo del 2,1%, ma non è mai calata di valore.

I valori iniziali utilizzati da Baghunter per l’S&P e l’oro sono del Dicembre 1980, poco prima del concepimento della borsa Birkin nel 1981, anno in cui l’attrice Jane Birkin, in un incontro casuale su un aereo con l’allora amministratore delegato di Hermès, gli disse che la sua azienda avrebbe dovuto proporre sul mercato una borsa con le tasche.

BONUS: varie pazzie commesse… in nome della Birkin

Baghunter, che peraltro ha evidenti interessi nel promuovere il potenziale di un investimento nella Birkin, ha affermato che i risultati riflettono la stabilità del mercato dell’”ultra lusso”. A differenza del mercato azionario e del tradizionale mercato del lusso, che include beni ancora relativamente accessibili di marchi quali Burberry (BRBY) o Gucci (del gruppo Kering – KER), l’ultra lusso oscilla poco, anche in periodi di crisi economiche.

Il confronto tra investire in una borsa e nel mercato azionario è un po’ forzato: le barriere all’entrata per ottenere una Birkin sono estremamente elevate rispetto all’acquisto di azioni. Per cominciare, il costo medio di una nuova Birkin è di circa 60.000 $, e ha raggiunto quale massima valutazione 223.000 $ all’asta.

Una versione della Birkin con diamanti e oro recentemente battuta all’asta a Hong Kong per 223.000 $

Fonte: casa d’aste Christie’s

Solo un’azione di classe A della holding di Warren Buffett, Berkshire Hathaway Inc. (BRK), può “competere” con questi prezzi, valendo al 14 Maggio 2017 $ 245.220. Uno dei motivi dei prezzi incredibilmente alti della borsa Birkin è la sua scarsità. Le borse, uno status symbol portato da celebrità come Victoria Beckham e Pharrell Williams, sono quasi costantemente in “tutto esaurito”.

BONUS: come riuscire ad acquistare una Birkin Se non si vuole passare da Internet

Hermès dice che il lungo processo necessario per produrre la borsa, la pelle premium che richiede molto tempo per essere reperita, le cuciture a mano fatte da artigiani rigorosamente addestrati in Francia, impediscono di soddisfare la domanda. Ma non tutti accettano queste motivazioni; l’effetto scarsità e la conseguente esclusività che si genera consentono infatti a Hermès di mantenere il valore e il prestigio della borsa su livelli elevati.

Fonte: Internet

Alcuni analisti affermano che la Birkin sarebbe stata un investimento solido se fatto cinque anni fa; nonostante il celebrato effetto scarsità, l’azienda sta producendo un maggior numero di borse Birkin rispetto al passato e l’offerta sarebbe ormai superiore alla domanda. Anche la lista d’attesa fino a sei anni sarebbe un mito creato per “nutrire” l’esclusività del prodotto.

BONUS: Birkin contro Birkin? Parte prima

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