Investimenti esteri e rischio di cambio

I mercati dei capitali sono diventati sempre più globali negli ultimi decenni, garantendo agli investitori opportunità di investimento a costi relativamente contenuti. Anche Bullsandbears, in quest’ottica, propone un portafoglio di titoli quotati sul mercato americano.

Ma possedere questi titoli in un portafoglio diversificato introduce il rischio sotto forma di variabilità dei prezzi, a causa dei cambiamenti dei valori delle valute in cui sono denominati.

Tale volatilità è comunemente definita “rischio di cambio”. In questo post discuteremo brevemente sul rischio degli investimenti in valuta proponendo alcuni approcci per gestirlo.

Gli investimenti e la diversificazione

Secondo la cosiddetta “Modern Portfolio Theory” (uno specifico filone della teoria economica) i mercati del mondo non si muovono in maniera univoca; pertanto mescolando classi di asset di mercati diversi con una bassa correlazione tra loro può, sotto certe condizioni, ridurre il rischio complessivo del nostro portafoglio.

Fonte: https://www.investmentfrontier.com

Tuttavia l’investimento in asset di mercati stranieri ci pone di fronte a rischi di varia natura.

In primo luogo il rischio politico, legato alla stabilità dei governi locali e delle politiche economiche adottate che in certi periodi possono favorire alcuni settori rispetto ad altri.

In secondo luogo un rischio fiscale: le imposte sugli investimenti esteri sono tipicamente trattenute nel Paese di origine prima che un investitore possa realizzare eventuali guadagni. Gli utili vengono quindi tassati nuovamente quando l’investitore rimpatria i fondi.

Infine c’è il rischio di cambio: le fluttuazioni del valore delle valute possono influire direttamente sugli investimenti esteri, riducendo o amplificando la performance del nostro investimento in valuta locale.

 

Cos’è il tasso di cambio

Vediamo con un esempio concreto i possibili effetti del tasso di cambio su un investimento di portafoglio, prendendo in considerazione un titolo quotato al New York Stock Exchange (NYSE).

Se avessimo acquistato 100 azioni del titolo Bristol Myers Squibb (BMY.N) il 20 gennaio 2017 avremmo pagato un prezzo di 50 $ per azione, quindi 5.000 $ in totale.

Il cambio €/$ all’epoc era circa 1,06 quindi il valore pagato in euro sarebbe stato 4.717 €

Dopo circa 11 mesi l’azione BMY si è apprezzata del 28% (alla data del 14 Dicembre il valore è di 64$ ad azione).

Elaborazione dati StudiaBo

Il nostro investimento quindi avrà un valore in dollari di 6.400 $.

Tuttavia il cambio €/$ è passato da 1,06 a 1,18; pertanto il nostro investimento in € avrà un valore di 5.424 €.

Se ragioniamo in €, ecco che il nostro investimento ha avuto un apprezzamento “solo” del 15% e non del 28%!

Di fatto, circa 13 punti percentuali sono stati “persi” per effetto della evoluzione del cambio €/$.

Fonte dati: Ulisse Magazine

Come eliminare il tasso di cambio

Come appena detto, il rischio di cambio non sempre genera impatti negativi sul nostro portafoglio, anzi  potrebbe anche amplificare i risultati positivi del nostro investimento.

In qualità di investitori tuttavia, potremmo essere interessati a eliminare questa variabile nella gestione del nostro portafoglio.

Quali strumenti possiamo allora utilizzare?

Una strategia per ridurre il rischio di cambio è la cosiddetta copertura con i futures in valuta. L’ipotesi alla base di questa strategia è quella di assumere un rischio per compensarne un altro.

I contratti futures sono ordini anticipati per acquistare o vendere un’attività, in questo caso una valuta. Un investitore che prevede di ricevere flussi di cassa denominati in valuta estera in una data futura può bloccare l’attuale tasso di cambio impegnandosi con un contratto a vendere in un periodo futuro la stessa quantità di valuta ad un cambio fissato oggi.

Per tornare all’esempio precedente, avremmo potuto coprirci a Gennaio 2017 dal rischio di cambio, vendendo “a termine” (con scadenza Dicembre) una quantità di dollari equivalente a quella che ipotizzavamo di incassare.

Tuttavia, per investitori privati e per piccoli importi questa strategia potrebbe risultare difficile da applicare e particolarmente onerosa.

Esistono però strumenti alternativi che si possono usare per ottenere un effetto simile. Ad esempio, sul mercato azionario italiano sono quotati alcuni prodotti (ETC) che replicano l’andamento dei principali cambi tra valute.

Grazie a questi strumenti il piccolo risparmiatore può implementare una copertura del rischio di cambio “fai da te”.

Uno strumento particolarmente conveniente per i risparmiatori è il CDF (contract for Difference), di fatto un particolare tipo di contratto in strumenti derivati dai costi piuttosto contenuti. In questi casi prima di utilizzare lo strumento è sempre bene verificare la sua liquidità e la solidità dell’emittente.

Sempre in un’ottica di diversificazione, si possono sottoscrivere quote di fondi comuni definiti “Euro hedge”, che eliminano il rischio di cambio da comparti che originariamente sono denominati in divise diverse dall’Euro.

 

Quanto costa coprirsi dal rischio di cambio

Solitamente, le operazioni di copertura hanno costi e commissioni contenuti, che si aggirano intorno a pochi centesimi di punto percentuale (in inglese definiti basis points) all’anno. Dunque, per molti investitori avversi alle forti oscillazioni dei prezzi delle valute la copertura sembra essere una soluzione da prendere in considerazione, soprattutto quando si investe in strumenti finanziari dai rendimenti modesti che potrebbero essere completamente erosi dalle perdite sui cambi.

E’ fondamentale valutare sempre se sia opportuno ricorrere allo strumento della copertura dai rischi di cambio, considerandone benefici e costi. Per non incorrere nell’errore di chi si ritiene tranquillo per essersi tutelato da un rischio non desiderato, e poi si ritrova magari con una perdita “certa” dovuta alla stessa operazione che doveva porlo al riparo da ogni minusvalenza…

Qualche soluzione alternativa

Nel caso in cui tutte queste riflessioni sui tassi di cambio vi abbiano confuso, o semplicemente non vi sentite pronti per lanciarvi verso investimenti in valuta estera allora vi consigliamo di prendervi una bella vacanza! Stiamo scherzando, ma fino ad un certo punto.. Se state pensando da tempo ad un viaggio negli Stati Uniti ad esempio, dovreste considerare che fino a qualche mese fa la quotazione del dollaro era estremamente alta, ora la valuta statunitense si è indebolita e una vacanza del costo di 5000 $ oggi potrebbe costarvi anche 800 Euro in meno rispetto al marzo scorso… non male, vero?.

Se invece siete più temerari sappiate che gli speculatori utilizzano gli strumenti di copertura dal tasso di cambio per scommettere su rialzi e ribassi delle valuta. Si tratta di strategie che possono consentire guadagni anche elevati in poco tempo ma solo se si è disposti ad accettare rischi molto importanti.

Ovviamente, come Bullsandbears, vi sconsigliamo questo tipo di approccio a meno che non abbiate competenze consolidate nel mercato delle valute e una tolleranza al rischio di perdite piuttosto elevata. Altrimenti le vostre azioni avrebbero la natura della scommessa piuttosto che dell’investimento.

Alla prossima!

 

 

 

 

 

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