Analisi fondamentale delle azioni

Continuiamo in questo post il nostro viaggio all’interno dell’analisi fondamentale e analizziamo, dopo il Conto Economico, un altro elemento basilare del bilancio di una azienda, lo Stato Patrimoniale.

Si tratta di un documento che fotografa il patrimonio dell’impresa in un dato momento, mettendo a confronto attività e passività. Al fine di svolgere il proprio business, l’impresa necessità di assets (o attività) che deve finanziare tramite il ricorso a capitale dei soci o a capitale di terzi. Attraverso lo stato patrimoniale è possibile individuare quali sono gli investimenti effettuati dall’impresa (ATTIVITA’) e come sono stati finanziati (PASSIVITA’ e PATRIMONIO NETTO).
Lo schema sottostante evidenzia la classica suddivisione di fonti di capitale (Passività e Patrimonio Netto) e relativi Impieghi (Attivo Circolante e Fisso).

 

Nello Stato Patrimoniale, sia l’attivo, sia il passivo sono suddivisi rispettivamente in attività correnti e passività correnti. Questa suddivisione aiuta l’investitore a comprendere meglio la situazione patrimoniale della società. Semplificando, le attività correnti sono quelle che seguono il ciclo di conversione di cassa, cioè sono trasformate da denaro in merci, poi da merci in crediti e successivamente di nuovo da crediti in denaro. Generalmente se ci si aspetta che un’attività sia trasformata in denaro entro 12 mesi allora la si contabilizza come “corrente”.
Analogamente una passività è corrente quando ci si aspetta di doverla pagare entro i 12 mesi successivi.
Aldilà della classificazione e dei criteri che ne stanno alla base, è importante che l’investitore analizzi ogni categoria, ponendosi le domande sul perché i numeri sono cosi e cosa potrebbe eventualmente farli cambiare in futuro.
Di seguito alcune domande che ovviamente non intendono rappresentare una lista esaustiva, piuttosto un punto di partenza per sviluppare un atteggiamento critico e volto alla comprensione della “storia” che i numeri raccontano.
• Cassa e disponibilità liquide
Si tratta di conti bancari? Se si, sono detenuti presso banche a rischio di fallimento? Sono tenuti in valute a rischio di svalutazione? Se sono titoli a breve, che tipologia di titoli sono (obbligazioni statali, corporate,…) e che rischio presentano?
• Crediti vs Clienti
Chi sono e dove sono i clienti? sono a rischio di fallimento o di insolvenza parziale? Hanno una storia di pagamenti puntuali in passato? La svalutazione iscritta a bilancio per i crediti deteriorati è congrua con il loro presumibile valore di realizzo? Sono denominati in valuta a rischio di svalutazione?
• Rimanenze di Magazzino
Che tipologie di rimanenze sono? Con che criteri sono valutate (costo storico d’acquisto? Fair value di mercato? sono merci ancora vendibili o che nessuno vuole più?
• Immobilizzazioni Materiali
In cosa consistono? Il loro valore reale è minore o maggiore di quanto riportato in bilancio? Ci sono immobilizzazioni già ammortizzate al 100% ma ancora in uso?
• Immobilizzazioni Immateriali
Con che criteri sono state valutate? I marchi e/o brevetti hanno un valore presumibile in linea con quello riportato? Cosa potrebbe far cambiare questo valore? Quando è prevista la loro scadenza (per i brevetti). Ci sono immobilizzazioni già ammortizzate al 100% ma ancora in uso?
• Immobilizzazioni Finanziarie
Di cosa si tratta? Sono valutate al costo d’acquisto o al valore di mercato? Se trattasi di partecipazioni in altre società, come sono valutate?
• Debiti vs Banche e finanziamenti a lungo termine
Quando è previsto il pagamento di questi debiti? In quella data ci sarà abbastanza liquidità per poter pagare? Qualora fosse necessario rifinanziare il debito, a che tasso di interesse sarebbe possibile farlo? E che effetti avrebbe il nuovo tasso di interesse sui profitti della società?
• Debiti vs fornitori e verso l’erario
Entro quando si dovranno pagare? E che ostacoli ci sono ad un eventuale differimento del pagamento (negoziazioni con fornitori o sanzioni)?
• Fondi rischi
A che tipo di rischi si riferiscono? Che criteri di valutazione sono stati utilizzati? Questi fondi sono congrui rispetto ai rischi oppure sono sottostimati?

Un altro aspetto importante da valutare riguarda la sincronizzazione tra le scadenze degli impieghi e delle fonti, in particolare:
• Gli investimenti in attivo fisso dovrebbero tendenzialmente essere finanziati da finanziamenti durevoli (capitale netto + passivo consolidato)
• L’equilibrio tra attivo circolante e passività a breve garantisce invece la correlazione entrate – uscite

A partire dallo schema di bilancio è possibile costruire alcuni indici che ci aiutano ad analizzare la struttura finanziaria e patrimoniale della società. Esistono manuali esaustivi che trattano di questi indici, ne riportiamo solo un paio a titolo esemplificativo ricordando ancora una volta che dal punto di vista dell’investitore è meno importante l’approccio teorico quanto invece fondamentale quello pratico volto alla comprensione dei numeri.

  1. Indice di Indebitamento
    Misura l’incidenza dei mezzi di terzi sul totale passivo serve per esprimere un giudizio sul grado di capitalizzazione dell’azienda
  2. Quick Ratio
    Misura il rapporto tra l’attico circolante ad esclusione del magazzino e il totale del passivo circolante. Esprime la capacità di far fronte ai debiti a breve utilizzando le disponibilità a breve, senza considerare le scorte di magazzino che, per quanto riguarda la scorta di sicurezza, è più immobilizzazione che attivo circolante

Vediamo, sempre nel caso pratico di Moleskine, come è stata l’evoluzione dello Stato Patrimoniale e dei relativi indici che abbiamo menzionato, nel periodo 2011 – 2015.

Il giudizio sul grado di capitalizzazione dell’azienda è sicuramente positivo, con l’indice di indebitamento che praticamente si dimezza nei 5 anni scendendo dall’86,4% al 44,4%. L’azienda, grazie alla crescita organica di ricavi e margini (come mostrato in precedenza nell’analisi del Conto Economico) ha generato risorse che hanno consentito di ripagare il debito e accrescere il valore del Patrimonio Netto, indipendentemente dall’aumento di capitale di 27 € Mio a seguito della IPO (quotazione) del 2013. La robusta generazione di cassa ha consentito anche di iniziare nel 2015 una politica di distribuzione di dividendi a partire dal 2014
Anche il Quick Ratio è notevolmente migliorato passando da 0,39 a valori superiori all’unità esprimendo quindi una migliore capacità dell’azienda di far fronte ai debiti a breve utilizzando la cassa e le altre attività a correnti.
Ora che abbiamo dato uno sguardo veloce a Conto Economico e Stato Patrimoniale è necessario comprendere la relazione che esiste tra i 2 prospetti

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