Il settore del trasporto marittimo e dei Tankers – Parte 2

Nel post precedente abbiamo approfondito le caratteristiche fondamentali del settore del trasporto marittimo. Analizziamo ora alcuni players del settore per cercare di individuare quelli che, su basi di valutazione relativa, sembrano presentare migliori opportunità di apprezzamento in caso di ripresa del settore.

Come possiamo notare nella tabella successiva, tutti i titoli del campione preso in esame hanno subito pesanti perdite in Borsa nel corso del 2016 e 2017, in seguito a causa dei catalizzatori discussi nel post precedente. Teekay Tankers (TNK) ha subito le perdite maggiori con una riduzione di circa il 75% della propria capitalizzazione, mentre anche tutti gli altri hanno visto il loro valore praticamente dimezzato, a fronte di un rendimento del Dow jones positivo del 34%

Anche i rendimenti a 3 anni sono nettamente sotto la media di mercato e addirittura negativi per tutti i players, segnale anche di un trend negativo piuttosto prolungato in Borsa per questi titoli.

Se spostiamo la nostra attenzione su alcuni dati di bilancio possiamo notare come Frontline (FRO) è l’azienda che ha mostrato la crescita del fatturato più elevata nel corso dell’ultimo triennio e che (almeno secondo gli analisti) presenterà il prossimo anno una crescita più elevata degli utili per azione.  Il ROE degli ultimi 12 è positivo per tutte le aziende del campione tranne Scorpio (STNG). Anche se il settore è sotto pressione a causa dei motivi che abbiamo evidenziato nel post precedente, quasi tutte le aziende del panel preso in considerazione sono riuscite a generare risultati positivi, segnale di una  gestione manageriale efficace. Tutte presentano un rapporto D/E (debt/equity) piuttosto elevato con Scorpio Tankers che presenta i valori migliori,  ampiamente sotto l’unità. Da una parte questo riflette la struttura del business di questo segmento, poiché gli investimenti ingenti per la costruzione di flotte sono spesso finanziati dalle aziende del settore attraverso il ricorso al debito, ripagato con i flussi di cassa garantiti dai margini operativi elevati. Tuttavia, soprattutto nelle fasi negative del ciclo economico, un livello di indebitamento eccessivo può generare dubbi sulla capacità di una o più aziende di ripagare il debito contratto.

Se passiamo poi ad analizzare alcuni multipli di valutazione, possiamo notare come alcune di queste aziende presentino un P/E  significativamente più basso della media degli ultimi 5 anni. Questo non necessariamente indica sottovalutazione, dal momento che le quotazioni potrebbero anche già riflettere aspettative circa una diminuzione futura degli utili. Un segnale di possibile ripresa potrebbe essere individuato guardando il P/E forward (che utilizza al denominatore gli utili previsti per l’anno successivo) che per 3 delle aziende è inferiore al P/E e sensibilmente più basso della media a 5 anni. In particolare poi per Scorpio e DHT Holfings (DHT) il P/E forward  è addirittura inferiore al P/E attuale e alla media a 5 anni. Per quanto riguarda il P/BV tutte le aziende presentano valori inferiori all’unità, ovvero la capitalizzazione di borsa è inferiore al valore di libro dei Net Assets (Total Assets-Debt) dell’azienda. Anche in questo caso, non necessariamente il valore è indice di sottovalutazione poiché i criteri contabili con cui sono iscritti gli asset a bilancio possono non riflettere del tutto il valore di mercato degli stessi. All’interno del campione tuttavia Teekay Tankers e Taaskos presentano i valori più bassi, inferiori anche alla media di tutti i peers.

Un altro indicatore da tenere in considerazione per la valutazione di queste aziende è la capacità di distribuire un dividendo adeguato per la remunerazione degli azionisti preservando i flussi di cassa che servono a ripagare il debito. A questo proposito occorre osservare che più di una azienda ha operato nel corso del 2016 e 2017 tagli ai dividendi per preservare i flussi di cassa e riequilibrare la propria struttura patrimoniale.

Conclusioni

Diversi indizi portano a pensare che il settore del trasporto marittimo del petrolio e dei suoi derivati possa essere giunto ad una fase di picco negativo del ciclo che periodicamente lo caratterizza e sia pronto per una inversione di tendenza. Tra le aziende che abbiamo analizzato, Teekay tankers presenta forse la combinazione migliore tra trend di crescita e valutazione relativa.  Il ROE degli ultimi 12 mesi è migliore tra quelli delle aziende analizzate. La recente penalizzazione del mercato (-75% dal 2016) ha portato l’azione a livelli interessanti caratterizzandola come quella con il multipli più bassi (P/E; P/CF e P/BV) del campione. Anche il livello di indebitamento è tra i più bassi del campione e questo fattore potrebbe costituire un problema in meno in caso di prolungata fare di depressione del mercato.

Ribadiamo in ogni caso che si tratta di un settore estremamente volatile e rischioso, nel quale consigliamo di investire solo dopo aver effettuato analisi approfondite e solo se si è preparati ad affrontare notevoli oscillazioni dei prezzi di mercato.

Alla prossima!

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